Stati Uniti *parte 1*: “Il giorno in più” e “Lo sconto” (San Francisco)

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Atterro all’aeroporto di San Francisco, il controllo passaporti è molto lungo e minuzioso, registrazione impronte, foto, mi fanno mille domande sul perché sono negli USA e quanto tempo rimarrò, quanti soldi ho, quale nazione ho visitato precedentemente. Spiegare che sono in viaggio per mesi e che sto facendo un giro del mondo non è molto semplice, date le dovute precauzioni che la sicurezza prende. Mi fanno passare, ma devo andare in un secondo ufficio per un ulteriore controllo. Qui ci sono molte persone in attesa, mi siedo e attendo il mio turno. Un’agente donna mi chiama e mi fa pressappoco le stesse domande del primo agente, le spiego tutto e una volta appurato che sono solo un viaggiatore all’avventura mi timbra il passaporto!
Si entra negli Stati Uniti, vado verso il centro della città (Union Square) da qui il mio ostello dista circa 15 minuti a piedi. Vedo finalmente i Tram che hanno reso famosa questa città, un giro su questi mezzi è solo rimandato. Mi rendo conto che nonostante sia luglio e ci sia il sole, fa molto freddo e tira molto vento, e io che non vedevo l’ora di farmi un bel bagno nell’oceano nella baia di San Francisco! C’è una frase di Mark Twain che dice “L’inverno più freddo che ho vissuto è stata un’estate a San Francisco”; Beh devo dargli ragione, e nei giorni seguenti me ne renderò sempre più conto! Questo freddo è dovuto alle correnti d’aria che arrivano dall’oceano pacifico, su cui la città si affaccia direttamente.
Arrivato in ostello vado a letto, la giornata è stata lunga. Più lunga del solito dato che ho superato la linea internazionale del cambio di data nel volo tra Auckland e San Francisco. Questo 1° Luglio è durato 48 ore per me! Ho vissuto un giorno in più nella mia vita, senza lasciare traccia numerica nel calendario!
Ho vissuto due 1° Luglio! Una sensazione strana e incredibile!

Il giorno seguente c’è la partita degli europei della nazionale, Italia – Germania! Vado a piedi in un pub irlandese a pochi passi dall’ostello e mi gusto la partita con tantissimi americani, c’è anche qualche tedesco. Molti americani fanno il tifo per l’Italia, e accanto a me trovo anche un ragazzo italiano che lavora qui da qualche anno. Rimango colpito subito dall’ospitalità degli americani, mi offrono da bere, un pezzo di pizza (che rifiuto gentilmente, dato che era composta da ogni genere di alimento, incluso ananas), tifiamo insieme e parliamo di calcio come se conoscessi queste persone da tempo. Sarà l’atmosfera della partita.
Si soffre fino ai rigori, dove purtroppo alla fine l’Italia esce, e io saluto tutti i miei compagni di tifo e me ne vado in visita della città. Dopo aver visto la vicina Grace Cathedral in stile neogotico, cammino verso Lombard Street, nella tratto di Russian Hill, dove la famosa strada ha otto ripidi tornanti che le hanno regalato il riconoscimento di “strada più tortuosa del mondo”. Tanta gente passa qui in macchina creando file chilometriche solo per scendere questo tratto! Dopo aver fatto qualche scatto mi dirigo alla San Francisco Bay, una splendida passeggiata lungomare con una montagna di ristoranti (San Francisco è rinomata per avere migliaia di ristoranti di ottima qualità!). Così dopo una passeggiata al Fisherman’s Wharf ( rinomato quartiere del lungomare) e aver dato uno sguardo all’isola di Alcatraz dal molo, torno al mio ostello.
Il giorno dopo è finalmente ora di un bel giro sul tram di San Francisco, dopo una fila di quasi un’ora, salgo in prima fila, appeso al maniglione esterno, ed è divertentissimo gustarsi tutti i sali e scendi di questa città! Dopo aver visto i bellissimi scorci della città dal tram, prendo un autobus turistico e mi dirigo verso il famosissimo Golden Gate Bridge, arrivando proprio alla base della struttura. Il giro prosegue nel quartiere cinese, nel distretto finanziario, arrivando a sera nella costa opposta a San Francisco attraversando il Bay Bridge (nella zona della città di Oakland) per vedere lo skyline della città illuminato. Il giorno seguente continuo ad utilizzare l’autobus turistico per spostarmi nelle attrazioni più famose della città. Attraverso il Golden Gate Bridge a piedi, con il vento fortissimo che viene dal Pacifico che fa tremare i lunghi cavi di acciaio color rosso. Il nome del ponte deriva dalla costa, e dal fatto che ai tempi dell’insediamento nella zona, questa insenatura sull’oceano pacifico, veniva vista appunto come un varco d’oro a livello economico per via delle rotte commerciali provenienti dall’oceano pacifico. E il ponte prende il nome dall’insenatura.
Il ponte è molto lungo (quasi 3 Km!) e altissimo, sovrastato quasi costantemente da nuvole. Si cammina a circa 70 metri dall’acqua, da brividi! Dopo una passeggiata in bus nel vicino paese di Sausalito, visito il Palace of fine Arts e il suo giardino con lago, un posto rilassante e bellissimo. Qui hanno girato alcune scene di Star Wars. Si sta facendo sera, dopo una passeggiata veloce a Telegraph Hill, la famosa collina con vista sulla città, mi dirigo verso il Pier 39 (molo 39), la zona del porto più frequentata, oggi qui è un giorno importante, il 4 Luglio, la festa dell’indipendenza! Visito l’hard rock cafè, guardo i leoni marini sdraiati sui pontili, assaggio una bella frittura di calamari e dopo aver assistito ad uno spettacolo di un’acrobata comico vado a posizionarmi insieme ad altre persone per assistere ai fuochi artificiali del 4 Luglio! Sono stupendi, tutti rigorosamente dominati dai colori nazionali blu, bianco e rosso. Finito lo spettacolo si continua a far festa fino al mattino, ma per me è ora di tornare in ostello. L’ultimo giorno visito le Painted Ladies, le famose ville a schiera nel tipico stile di San Francisco, e dopo aver salutato questa splendida città, per me inizia un’avventura nell’avventura. Decido di andare verso il Sequoia Park ma non so ancora come, quindi prendo un autobus per Visalia, una città a metà strada tra San Francisco e Los Angeles, dove partono navette giornaliere per il parco, e dove potrei affittare una macchina ad un prezzo più umano nel caso voglia visitare il parco e altri posti con la macchina.
Arrivo in questa città e dopo aver dormito in un piccolo motel, il giorno dopo vado verso l’agenzia Enterprise che noleggia auto. Spiego il mio itinerario, che in circa 11 giorni comprende Sequoia Park, Los Angeles, Las Vegas, Death Valley, Gran Canyon, Antelope Canyon, 4 Corners monument, Arches National Park, Monument Valley, Yellowstone Park…Il tizio mi guarda stupito, forse pensando sia un pazzo nel voler fare un giro del genere in cosi pochi giorni, mi offre una Ford Focus berlina con cambio automatico compreso di assicurazione a 720 dollari…A questo punto per ammortizzare il costo, cerco di farmi fare uno sconto, prendo qualche secondo per pensare a cosa inventarmi, prendo il mio borsello della National Geographic e gli dico se conosce quel logo; Lui mi risponde di si, a quel punto allora gli dico: “Io ho collaborato con National Geographic Italia  con alcune foto, ora vorrei fare qualche foto nei parchi nazionali nell’ovest degli Stati Uniti per altri articoli, puoi farmi un po’ di sconto”? Gli faccio vedere qualche foto che ho scattato a Sydney venuta particolarmente bene, da cartolina, per dare credito a questa storia, gli dico che se mi aiuta lo citerò sull’articolo, a quel punto il tizio (che si chiama Isaac, che ringrazio e saluto!) con aria contenta mi dice “certamente”! Alla fine mi fa ben 100 dollari di sconto, pagando 620 dollari. Mi faccio un selfie con lui dicendogli che l’avrei citato nel caso avessero pubblicato l’articolo sul National Geographic Italia, lo ringrazio e lo saluto!

Con questa piccola furbata parto con la mia macchina, mi attendono 11 giorni “on the road”, dormirò in macchina, ammortizzando ancora di più i costi, guiderò per ore nelle infinite strade americane passando attraverso paesaggi incredibili e mutevoli. Attraverserò ben 9 stati americani!
Mi avvio con una cartina e alcune mappe scaricate sul mio  smartphone per poterlo usare offline.

Comincio a sentire già dai primi Km l’emozione e la libertà che ti da un viaggio del genere, ma non avrei mai potuto immaginare l’impatto che la natura avrebbe avuto su di me nei giorni seguenti. La sensazione di libertà in un viaggio “on the road” negli Stati Uniti è unica, puoi guidare per 10 ore circondato solo dal nulla.

Prima tappa Sequoia National Park

Davanti a me solo Strada
Intorno a me solo Natura
Dentro di me solo Emozioni

Guardo indietro e vedo orari, ticket per metro, treni e bus, coincidenze da non mancare, tempo perso ad aspettare, “incatenato” a restrizioni per potermi muovere e vedere il mondo…

Ma ora è tutto diverso, ora sono solo io e la mia macchina, e la strada davanti…
Una strada verso l’avventura libera
Una strada verso l’ignoto, la scoperta
Una strada verso i dubbi sul dove andare, dove girare, quando mettere benzina
Il tempo si dilata

Comincio a farmi strada dentro questo immenso paese…
Ma in realtà, senza che me ne accorga, è questo paese che si fa pian piano strada dentro di me!

Al prossimo post
Santos

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Tram in San Francisco Bay

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Grace Cathedral

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Lombard Street (Russian Hill)

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San Francisco Bay

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Fisherman’s Wharf

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Passeggiata sul Tram!

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Golden Gate Bridge dalla base

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San Francisco vista dal Golden Gate Bridge

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Golden Gate Bridge

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Palace of Fine Arts

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Pier 39 il 4 Luglio (Festa dell’indipendenza)

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Painted Ladies

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Io e Isaac dell’autonoleggio

Una risposta »

  1. Ciao Stefano! non troviamo più il tuo biglietto da visita, quindi senza cognome non ti troviamo su fb ;P Volevamo mandarti delle foto del Perù . come stai?
    un bacio da Glenda Lenzerini e Enrico Pini 🙂 ( cercaci su fb) Ciaooooooooo

    "Mi piace"

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